Negli ultimi anni per arginare la ripresa dell’inflazione e per compensare la debole dinamica dei salari sono stati presi vari provvedimenti in ambito fiscale rivolti solo a specifiche categorie di contribuenti:
- Per i lavoratori autonomi è stata innalzata la soglia per l’opzione al regime forfettario, cosiddetta flat tax, da 65.000 a 85.000 euro pertanto i liberi professionisti e i titolari di ditte individuali con fatturato fino a 85.000 euro annui possono beneficiare di una tassazione agevolata nella misura del 15% (aliquota ridotta al 5% per i primi 5 anni), con l’esenzione delle addizionali regionali e comunali.
Violando il principio di equità orizzontale del prelievo fiscale. A parità di capacità contributiva con i lavoratori dipendenti e i pensionati, determina un ampio differenziale di carico fiscale che aumenta con il crescere del reddito imponibile.
- Per i lavoratori dipendenti nel 2014 venne introdotto il cosiddetto bonus Irpef (960 euro annui, aumentato successivamente a 1.200 euro), spettante ai soggetti con reddito complessivo fino a 24.000/26.000 euro. Dal 2022 al 2024, al fine di proteggere i lavoratori dipendenti con salari medio-bassi (reddito complessivo fino a 35.000 euro annui) dal repentino aumento dell’inflazione, è stata prevista anche una riduzione della percentuale del prelievo dei contributi per la pensione (cosiddetto cuneo contributivo). Con la legge di bilancio per l’anno 2025 i benefici economici derivanti dal bonus Irpef e dal cuneo contributivo sono stati resi strutturali mediante modifiche al TUIR. Per effetto di tali modifiche, dal 2025 i lavoratori dipendenti con reddito complessivo annuo compreso tra 8.175 euro e 15.000 euro beneficiano del cosiddetto trattamento integrativo di 1.200 euro annui; i lavoratori dipendenti con reddito complessivo tra fra 8.175 euro e 20.000 euro beneficiano di una somma che non concorre a formare reddito (somma esente) pari a un massimo di 1.000 euro annui; per i lavoratori dipendenti con reddito complessivo tra 20.000 euro e 40.000 euro annui sono previste ulteriori detrazioni.
- Per i pensionati in questi anni l’assetto del prelievo fiscale a carico dei pensionati è rimasto immutato. Ciò ha determinato una notevole disparità di trattamento tra i redditi da pensioni con i redditi da lavoro autonomo e dipendente.
A fronte di un reddito imponibile annuo di 20.000 euro al contribuente pensionato vengono trattenuti a titolo di Irpef, circa 2.400 euro in più rispetto al contribuente lavoratore dipendente circa 385 euro in più rispetto all’autonomo in flat tax.
Con un reddito imponibile di 30.000 euro annui, il pensionato eroga in più al fisco, 2.165 euro in più rispetto al dipendente e oltre 2.000 euro in più rispetto all’autonomo.
È necessaria una riforma fiscale ispirata all’equità orizzontale (parità di reddito imponibile, parità di tassazione) e con previsione del recupero del drenaggio fiscale e dell’adeguamento della «no tax area».